Strettamente Personale
Il weblog di Luigi Orsi Carbone
Google Translate Translate by Google

Cena benefica per Massimiliano
di Luigi Orsi Carbone in generale 8/11/2010

Sabato 27 novembre presso il ristorante Il Carrettino a Tortona gli amici di Massimiliano vorrebbero ripetere insieme il gesto di solidarietà del 2009: oltre 250 parteciparono alla cena ed insieme donammo €8.750 a mamma Francesca per le cure e le spese di cui Massimiliano ha avuto bisogno nel corso dell’anno. Tutti sono ben venuti: se voleste partecipare o saperne di piu’ giratemi una mail a luigiorsi@gmail.com. Se invece preferiste fare una donazione trovate i dettagli qui

Social: , , , , , ,

Commenti (2) | Permalink | Posta su Segnalo.com

Abravanel, D’Agnese e le Regole che conviene a tutti rispettare
di Luigi Orsi Carbone in generale 7/11/2010

Ci aveva provato due anni con Meritocrazia un tema ostico in un Paese dove il livello di “ingiustizia” sociale è a livello massimo e dove la mobilità verso l’alto è quasi del tutto assente. E’ stato un grande successo, almeno nel focalizzare il dibattito su un tema centrale per lo sviluppo del Paese e nel dare avvio ad alcune azioni concrete (es. test standard per gli studenti delle scuole medie). Ne discutemmo ampiamente qui e qui .

Oggi Roger Abravanel, gà tra i volti piu’ noti nel top management consulting ed ex McKinsey , insieme a Luca D’Agnese, anch’egli ex Mckinsey oggi top manager nell’energia, ci riprova con il saggio “Regole- Perché tutti gli italiani devono sviluppare quelle giuste e rispettarle per rilanciare il Paese” edito da Garzanti (che ringrazio per avermi omaggiato copia del libro).

Conoscevo idealismo e temerarietà di Roger ma non credevo potesse a spingersi fino a questo punto. Passando dalla “meritocrazia” alle “regole” l’asticella della sfida è fortemente aumentata e la distanza dalla pura follia non così lunga: gli italiani non saranno mai “meritocratici”, men che meno vogliono essere “sottoposti a regole”!! Certo l’aver imbarcato Luca nel progetto, una delle menti più brillanti con cui abbia lavorato, deve avergli dato ulteriore coraggio.

Il livello di degrado istituzionale sotto gli occhi di tutti ed il declino economico inconfutabile rende questo saggio di grande attualità e il tema delle “regole” tra quelli prioritari da affrontare (semplice casualità o astuta strategia di marketing per massimizzare le vendite di Roger/Luca?:) ). Il dubbio è fugato dal fatto che come già per “Meritocrazia”, tutti i proventi del libro non andranno agli autori ma verranno utilizzati per finanziare un progetto formativo: la creazione di un corso di “Educazione alle Regole” all’Università Luigi Bocconi di Milano.

Questo libro, un “must read” per chi (ancora) avesse interesse per il futuro di questo Paese e dei propri figli qui, ha diversi meriti:

1) Contribuisce a sfatare con lucida razionalità diversi tra i miti “italici“: il capitalismo è solo “un far west” senza regole, per lo sviluppo ci vogliono meno regole, troppe regole soffocano “il piccolo è bello” motore dello sviluppo, le regole giuste le fanno i politici (quindi è colpa loro se ci sono molte sbagliate). Ma soprattutto dimostra come lo sviluppo economico del nostro Paese passa attraverso allo sviluppo post industriale nei “servizi” (grande distribuzione, trasporti, turismo,… e non quindi dal settore manifatturiero e dall’export come ci sentiamo ripetere tutti i giorni da chi guarda ancora all’economia del Paese dallo specchietto retrovisore). Confuta dati alla mano che l’Italia non ha fatto meglio degli altri Paese durante la crisi anche senza fallimenti delle banche.

2) È convincente nel presentare il valore crescente delle “regole” per permettere alla società sempre più complessa ed alle aziende (soprattutto nei settori dei servizi strategici del futuro quali sanità, energia e finanza) di organizzarsi meglio e quindi di svilupparsi contribuendo alla generazione di ricchezza e quindi al benessere di tutti. Avere regole e rispettarle è “un buon affare” per tutti.

3) Struttura e razionalizza come potrebbe nascere anche in Italia il “circolo virtuoso” delle regole ed i pilastri su cui necessariamente deve poggiare ovvero l’educazione civica dei cittadini che si apprende in una scuola meritocratica e riorientata ad insegnare le “competenze della vita”, contollori istituzionali autorevoli, media indipendenti che vigilano su cittadini e controllori, una giustizia civile veloce.

4) E’ una chiamata alle armi per tutti: politici, magistrati, professori, imprenditori, giornalisti, professionisti e semplici cittadini, nessuno escluso, tutti devono sentirsi coinvolti nel circolo virtuoso delle regole. Ognuno dovrebbe guardare alla propria coscienza e verificare se già vi risieda il seme che, come diceva Montanelli, fa obbligo ad ognuno di regolarsi secondo le regole, forse “la regola delle regole”.

5) Non si limita come altri saggi all’analisi critica di ciò che non va nel nostro Paese (ed è parecchio) e nella descrizione di esempi di ‘italica “maleducazione civica” ma arriva ad identificare i casi di successo, “i semi delle Regole” e soprattutto prova a proporre alcune azioni concrete da cui partire: la nazionalizzazione dei servizi pubblici, decentramento controllato nella scuola, delivery unit nella giustizia civile, nuova governance RAI. Una strategia di “guerra lampo” per attaccare in primis alcuni settori / fasce di cittadini e poi essere estesa al resto del sistema con un serie di “tipping points”.

L’affermazione ed il rispetto diffuso delle “regole” è con la “meritocrazia” la rivoluzione culturale trasversale che dobbiamo fare nel nostro Paese non solo per ragioni morali di cui peraltro gli italiani in privato dicono tutti di condividire (anche se poi agiscono ancora secondo proprio interesse) ma, ci convingono Roger e Luca, perchè ci conviene essendo un “buon affare”.

Queste battaglie sono tutt’altro che facili e scontate e per questo hanno bisogno di reclutare un folto esercito per smuovere un sistema orientanto al contrario ed avere successo. Per farne parte ed essere tra “i primi paladini delle regole” è possibile da subito:

• seguire il gruppo di Regole su Facebook

• Per inserire il widget IO SONO PER LE REGOLE sul vs sito o blog

Io sono per le Regole, e tu?

Social: , , , , , , ,

Un commento | Permalink | Posta su Segnalo.com

Cose incredibili su Fastweb: spero sia davvero tutto falso!
di Luigi Orsi Carbone in generale 26/02/2010

Informa Stefano:: un solo contratto di oltre Euro 100 Milioni, più di un quinto del fatturato 2003. Ed il vertice di Fastweb che non sapeva nulla. Certamente -dice Stefano Parisi AD di Fastweb- que cliente era gestito da due dipendenti infedeli che l’altro ieri (7 anni anni dopo il fatto) sono stati perfino sospesi!

Ci sono voluti 10 anni per capire come si fa a raggiungere i target di piano, incantare gli analisti, soddisfarre i covenant sui prestiti (quando riesci ad ottenerli), lanciare aumenti di capitale miliardari in odore di default e poi cedere il tutto in pacco dono (agli svizzeri che nonostante sapessero delle indagini a loro volta avevano bisogno di risultati in crescita per sostenere loro titolo in borsa).

In ePlanet (oggi Retelit), nel 2000 il principale concorrente di Fastweb sulle reti a banda larga, fatturato e clienti li andavamo a prendere uno per uno sul mercato. Ho ancora la lista dei primi 200 clienti il cui report arrivava ogni lunedì mattina sul mio tavolo.

Guarda con chi dovevamo competere! Spero sia davvero tutto falso.

Nel frattempo rileggo gli appunti, non si sa mai.

Social: , ,

Commenti (2) | Permalink | Posta su Segnalo.com

Una serata per Massimiliano
di Luigi Orsi Carbone in generale 14/11/2009


Sabato 28 novembre 2009 allle 20:30 al Ristorante Il Carrettino a Tortona gli amici di Massimiliano si ritroveranno per una serata speciale: una cena con tanta musica. Prezzo €50, di cui €30 saranno donati alla mamma per l’assistenza e le cure di cui Massi ha bisogno. Chi desiderasse partecipare mi giri una mail a luigiorsi@gmail.com.



Nessun commento | Permalink | Posta su Segnalo.com

L’anina e Roberto Saviano
di Luigi Orsi Carbone in generale 11/11/2009

Citando uno scrittore dissidente russo “Stavo per morire per qualcosa che neanche credevo di avere, ma che quando mi è stata chiesta ho capito che era la cosa più preziosa che avessi”.

Siamo tutti Roberto Saviano.

Social: , , , , ,

Nessun commento | Permalink | Posta su Segnalo.com

Chi vuole venire allo Smau?
di Luigi Orsi Carbone in generale 20/10/2009

top_blocchi2_01

top

Da domani sarò allo SMAU con Skebby dove all’interno dei Percorsi dell’Innovazione verranno presentate le nuove offerte e la nuova veste grafica del sito dedicate al mondo business. Ci trovate al padiglione 4 stand B149.

Ovviamente vi aspetto: potremo incontrarci e scambiarci idee riguardo allo sviluppo futuro del telefonia mobile. del Mobile Internet, di SMS e di Skebby!

Ho ancora a disposizione qualche invito a disposizione. Chi volesse venire mi mandi una mail su info@skebby.com

Social:

Nessun commento | Permalink | Posta su Segnalo.com

Una goccia per l’Abruzzo
di Luigi Orsi Carbone in generale 18/04/2009

Skebby (società in cui ho investito insieme a Stefano) e Davide, il suo giovane ideatore di famiglia abruzzese (Pescara) che per fortuna a parte una cugina sfollata non ha subito perdite personali, ha deciso un gesto simbolico per l’Abruzzo. Skebby infatti mette a disposizione 10 SMS gratis per gli Abruzzesi che scaricheranno gratuitamente il programma sul loro cellulare in modo che possano comunicare subito gratuitamente con chiunque, in Italia o nel mondo. Soprattutto chi lo installasse ed invitasse poi familiari ed amici a fare altrettanto potrà scambiare con loro SMS gratis illimitati per sempre.

goccia_d_acqua

Si tratta solo di un piccolo gesto, una goccia nel mare….ma si sà il mare è fatto anche di piccole gocce. Affinchè le gocce siano molte occorre però l’aiuto di tanti, soprattutto di qualcuno dell’Abruzzo, nel diffondere la notizia tra la gente lì.

Social: , , ,

Nessun commento | Permalink | Posta su Segnalo.com

Telefonia mobile verso nuovo boom: ma quali i vincitori?
di Luigi Orsi Carbone in generale 13/03/2009

Mentre l’economia è in piena recessione la telefonia mobile si accinge ad una nuova fase di sviluppo vertiginoso. Sono queste le impressione dal recente Mobile World Congress di Barcellona.

La telefonia mobile è stata sin qui controllata verticalmente dagli operatori ovvero da chi possiede frequenza e rete affiancati dai produttori di cellulari. Con il boom degli smartphone e della trasmissione dati non pìù.

Il business system si stà decomponendo su diversi strati: frequenze/rete, hardware, sistemi operativi, applicazioni, distribuzione fino al cliente. Ma la sensazione è la torta possa crescere e parecchio. Fino ad oggi la telefonia mobile è stata quasi esclusivamente telefonate e messaggistica. iPhone con i 500 milioni di download dall’”App Store” in qualche mese ha fatto capire che con gli smartphone si potrà fare molto di più. Un sesto dei possessori di iPhone negli USA ha speso $100 Milioni per scaricare applicazioni anche se la maggior parte di queste vengono offerte gratuitamente.

Gli esperti stimano che i ricavi da contenuti e servizi dati possa crescere ed arrivare a $240 miliardi al 2012. Non è semplice fare previsioni su come sarà redistributivo il valore lungo la catena.
Ad un estremo l’ipotesi che gli operatori mobili possano venire ridotti a possesori di semplici “tubi stupido” (un pò quello che è successo agli operatori fissi nell’ultimo decennio) dall’altro estremo che come nei PC in passato possano emergere delle nuove Microsoft o Intel da imporre al mercato modelli di business proprietari. Nessuno di questi scenari estremi però sembra verosimile. Di sicuro tra i molto che partono qualcuno resterà a piedi. Diverse le tematiche e i punti interrogativi ancora non risolti:
- chi emergerà vincitore tra i sistemi operativi OS/iPhone, Android, Symbian, Window Mobile, Limo Linux, o le declinazioni proprietarie da parte degli handset prodider tra i sistemi operativi? Si affermerà un modello di commercializzazione open source (Android , Symbian, Limo) o proprietario (OS/Window)? In quanto tempo e su quali player si consoliderà il mercato come avvenuto in passato nei pc?
- quale livello di integrazione verticale risulterà vincente? Il modello verticalmente integrato di iPhone/Mac OS/Apple Store/AT&T e presto Nokia/Symbian/Ovi o altri più aperto condotto da Google con Android e GPhone?
- tra le applicazioni vinceranno quelle browser based dati i progressi fatti sui browser database e sulla browser cash (su cui punta Google) o quelle client based che però dovranno per forza scontrarsi con la necessità di doversi adattare a numerosi sistemi operativi nel breve termine? Quelle offerte gratuitamente o a pagamento?
- chi tra i vari player es. Google con application market, Nokiacon Ovi, iPhonecon App Store e le rispettive community di sviluppatori saprà meglio di altri ottimizzare i programmi per sfruttare al meglio le caratteristiche uniche dei telefoni ovvero la capacità di ascoltare, parlare, vedere, localizzare l’utente. Quali saranno le killing app? Le mappe e i sistemi di localizzazione che rappresentano in modo più verosimile la modalità di funzionamento e di navigazione del cervello umano o ci sarà altro?
- quale ruolo avranno gli operatori mobili in questa rivoluzione? Semplici fornitori di accesso o altro? e quale livello di trasparenza e convenienza saranno disposti ad offrire in termini di pricing per far decollare davvero e far diventare di massa il mercato del Mobile Internet?
- e come reagiranno gli stessi operatori nei confronti di certi “bundle” che includono programmi (es. Skype) che cannibalizzano gli storici revenue/margin stream (voce e sms) e soprattutto a quali livelli di prezzi e penetrazione dell’accesso a Internet mobile saranno in grado di ripagarsi gli ingenti investimenti per l’upgrade del network BB soprattutto nel backhauling e poi nell’accesso?
- e i produttori di terminali vedranno arrivare e sapranno arginare la concorrenza dei produttori dei notebook dato che tra uno smartphone ed un notebook le differenze si stanno rapidamente riducendo? e la loro diversificazione nei servizi stile Nokia avrà successo?

Ai clienti e al mercato nei prossimi anni l’ardua sentenza. Senza scordarsi nel frattempo del 99,5% del mercato continua ad usare il telefonino per lo più per parlare e scambiarsi SMS in barba al super cool iPhone!

Social:

Commenti (2) | Permalink | Posta su Segnalo.com

E tu sei Mac o Pc?
di Luigi Orsi Carbone in generale 14/02/2009

Da quando ho iniziato ad usare il computer nel lontano 1987 sono sempre stato un fan del PC/Gates. Ho sempre pensato che il Mac fosse adatto per chi usasse programmi di grafica/design che fosse qualcosa di bello da vedere, ma meno performante per chi deve “getting things done”. E poi il software integrato con hw mi sembrava riducesse le opportunità di scegliere la macchina più adatta alle proprie esidenze (e tasche).
Con la rivoluzione dell’iPod prima e dell’iPhone poi mi sono avvicinato sempre di più ai prodotti Mac ed ho capito che così non è più (anche grazie ai miei figli che mi “costringono” a trascorrere le serate negli Apple stores quando siamo in giro per l’America) .
Il mondo dell’informatica grazie all’avvento di Internet si è radicalmente trasformato e l’alternativa di un terminale stupido con cui accedi al software e alla memoria online è oggi reatà grazie agli accessi a banda larga fissi e mobili, ai mini Asus da €200/300, ai sistemi operativi Open Source ed ai programmi di office automation online Google Doc (visionari ma troppo anticipatori fummo nel 2000 quando con ePlanet (oggi Retelit) insieme ad Accenture ideammo Planet eCom per fornire software alle aziende in modlaità ASP, oggi “cloud” in gergo )

Recentemente “dovendo” cambiare laptop ho preso in considerazione tre possibili alternative. Non c’era un scelta immediatamente superiore e questi mi sembravano i pros & cons delle varie opzioni:

1) laptop/client approach.

a) MacBook + iWork o Office per Mac;
pro: design/grafica/usability/produttività
cons: nuovo sistema/potenza velocità di calcolo

b)Dell + Window 7 Beta + Office
pro: potenza/velocità macchina
cons: design/grafica/ window

2) notebook/server-cloud approach

Dell+Ubuntu + Google Doc
pro: client mini/accesso da ogni pc/ mai + dati persi
cons: versatilità pacchetti Google/cosa succede se non c’è rete/chi lo conosce Ubuntu?

Alla fine anche grazie ai consigli di Stefano ho scelto il MacBook

Dopo soli 10 giorni, anche grazie ad un corso accelerato del maestro Stefano e di Paolo, sono entusiasta e credo di aver aumentato la mia produttività sul lavoro (che significa che ho più tempo da sprecare non che produco di più:)) nonostante penso utilizzi ancora solo il 40-50% delle potenzialità del mio MacBook.

Ecco gli aspetti che mi hanno colpito positivamente:

- puoi tenere aperte e lavorare contemporaneamente su n applicazioni (mail, word, fogli elettronici, browser,…) e le diverse schermate delle stesse e passare tra una e l’altra alla velocità della luce tramite il veloce ed avanzatissimo trackpad
-puoi tenerlo sempre acceso; abbassi lo schermo e lui và in stand by senza consumo di batteria, lo rialzi e in qualche secondo sei nuovamente nel mezzo di tutte le sessioni che ovviamente hai lasciato aperto sul desktop
-per salvare un file in un cartella puoi trascinare il file sulla cartella madre e mantenendo premuto ti si aprono automaticamente le cartelle sottostanti fino a raggiungere in qualche secondo quella in cui volevi trovare
- un potente motore di ricerca sul desktop e sulla mail che davvero trova tutto in tre click (con Window non trovavo mai nulla di quello che cercavo); addirittura stò valutando la modalità di archiviazione: se hai un motore di ricerca potente perché costruire un archivio fatto di cartelle e sotto cartelle?
-tiene in memoria le diverse configurazioni di accesso a seconda di dove sei e senza che te accorga ti collega

Unico neo il collegamento alle stampanti Laserjet HP: ma quanto ci vuole altro che plug & play (secondo me c’è di sicuro lo zampino di Bill dietro)

Alla fine del primo tempo quindi Jobs-Gates 2:0….IMHO.

Social:

Commenti (7) | Permalink | Posta su Segnalo.com

SE FOSSE………
di Luigi Orsi Carbone in generale 1/02/2009

…..che gli israeliani si lasciassero alle spalle i territori occupati e rientrassero nei termini previsti dalla risoluzione ONU (simile al piano land for piece ma più spinto)
…. che tutti gli Stati Arabi a cominciare dai Palestinesi riconoscessero “tutti nessuno escluso” e senza indugio lo “Stato di Israele”
…..che chi non lo facesse (es. Iran ?) e le forze del terrorismo islamico venisse isolato senza se e senza ma dalla comunità araba ed internazionale
…..che una forza di polizia congiunta israelo-palestinese con la collaborazione di una forza militare internazionale prendesse il controllo del territorio in Palestina
…..che un piano Marshall venisse varato da parte di tutti i Paesi avanzati al fine di offrire ai giovani palestinesi un’alternativa rispetto a quella di unirsi al terrorismo islamico (Hamas/Hezbollah)
…..che il mondo arabo si affidasse all’intelligenza ed esperienza degli ebrei (come già fanno quasi tutti nel mondo a cominciare dagli USA) nel gestire le proprie attività finanziarie rivenienti dallo sfruttamento del petrolio e magari creando direttamente in Medio Oriente il più grande centro finanziario del nuovo millennio
…..che i Paesi Arabi abbracciassero modelli di governo democratici, varando politiche di redistribuzione più spinte e reinvestendo gli extra profitti in infrastrutture per i più e non per i pochi

Nei giorni della “memoria” per non dimenticare, perchè non che si ripeta mai più, perché è giusto provare ad immaginare un futuro non lontano in cui “ebrei” e “palestinesi” possano vivere in pace ed in piena sicurezza nella loro terra e ovunque nel mondo si trovino.

Social:

Nessun commento | Permalink | Posta su Segnalo.com





Invio sms multipli da tuo sito o applicazione tramite api SMS
SMS gateway per web server

Inserisci la tua mail per essere informato sugli aggiornamenti di questo blog

Powered by FeedBlitz
Sezioni
  • europa
  • generale
  • Idee e imprenditorialità

  • Archivio
  • novembre 2010
  • ottobre 2010
  • aprile 2010
  • marzo 2010
  • febbraio 2010
  • gennaio 2010
  • novembre 2009
  • ottobre 2009
  • settembre 2009
  • luglio 2009
  • giugno 2009
  • maggio 2009
  • aprile 2009
  • marzo 2009
  • febbraio 2009
  • gennaio 2009
  • dicembre 2008
  • novembre 2008
  • ottobre 2008
  • settembre 2008
  • agosto 2008
  • luglio 2008
  • giugno 2008
  • maggio 2008
  • aprile 2008
  • marzo 2008
  • febbraio 2008
  • gennaio 2008
  • dicembre 2007
  • novembre 2007
  • ottobre 2007
  • settembre 2007
  • luglio 2007
  • maggio 2007
  • aprile 2007
  • marzo 2007
  • febbraio 2007
  • gennaio 2007
  • dicembre 2006
  • novembre 2006
  • ottobre 2006
  • settembre 2006
  • agosto 2006
  • luglio 2006

    Feed RSS (cosa è?)
    feed
    addBloglines
    addgoogle
    addMsn
    addMyYahoo
    addNewsgator

    Social Focus




    Blog Roll



    Technorati Profile

    Licenza Creative Commons Luigi Orsi Carbone, 2006.
    This work is licensed under the Creative Commons Attribution (BY:)- Non Commercial ($) Licence.