Strettamente Personale
Il weblog di Luigi Orsi Carbone
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DIAMO VOCE A CHI “VUOLE VIVERE”
di Luigi Orsi Carbone in generale 26/10/2008

Viviamo in un tempo dove sempre più frequentemente ci si batte “per staccare la spina” . Solo per queste persone malate e le loro famiglie ( da Terry Schiavo e Piergiorgio Welby prima, Eluana Englaro in questi mesi) si accendono i riflettori e si apre il dibattito su cosa sia giusto fare. Intervengono le massime autorità pubbliche per scongiurare gli atti drammatici si schiera contro la Chiesa Cattolica. A queste persone sono dedicate pagine di giornali, servizi tv e gli interventi di tutti si sprecano. Perchè la morte è un flash, un attimo, spettacolo, audience.

Ma ci sono anche malati con gravissime disabilità permanenti ed i loro famigliari decidono di lottare per “vivere” e testimoniano ogni giorno un messaggio cristiano che più vero e profondo non potrebbe essere: quella di amare una persona e la sua vita così tanto da volerla preservare fino al momento in cui Dio vorrà.

Questi malati e le loro famiglie invece vengono lasciate sole. Abbandonati a loro stessi. Dalle istituzioni statali e locali. La stessa Chiesa non sà andare al di là delle parole. I media né parlano poco o nulla.

Massimiliano Ferrauto, Massi per gli amici, da oltre 16 anni in coma permanente, e la sua famiglia sono un esempio di tutto ciò. Francesca, la mamma, ha scelto di tenere e curare Massimiliano in casa. Dedicandogli ogni momento della giornata, sempre. Un atto di amore smisurato. Ma che non conta non è apprezzato meritevole di essere notato. Tutto intorno solo una grande indifferenza. Nessuno aiuto o quasi dalle istituzioni politiche e religiose. Solo tanta burocrazia e tanto menefreghismo, l’abbandono e l’indifferenza totale: nessuno sà niente, nessuno si muove, nessuno agisce. Nessuna o poca attenzione dei media e della gente. Forse perchè molti pensano non conviene “spendere soldi” per chi, come loro, vive paralizzato nella propria casa. Ma qualcuno si è domandato quanto costerebbe alla collettività se questi malati fossero lasciati invece nelle strutture sanitarie pubbliche come loro diritto costituzionale?

Il dramma di Massimiliano e quello della sua famiglia non può essere più sottociuto. Credo che tutto ciò sia molto ingiusto e perciò vada risolto. Come spesso accade in questo Paese non serve creare nuove leggi ma solo far rispettare alla lettera quelle esistenti! E forse nel frattempo ammazzando un pò la burocrazia.

Venerdi’ 31 Ottobre alle 21:30 a Tortona presso il Teatro Civico, serata musicale- Tortona “in concerto” per Massimiliano- concerto con Lopez Carill, C.V.D. e Hungry Hearts tre note band tortonesi. Presenterà Charlie. inconcertopermassimiliano2.pdf

Un occasione per dare voce e fare qualcosa di concreto per Massimiliano.

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Disuguaglianza e assenza di mobilità: nuova imprenditorialità la risposta?
di Luigi Orsi Carbone in Idee e imprenditorialità 24/10/2008

La stampa nazionale ha appena riportato il rapporto dell’Ocse Growing Unequal secondo cui negli ultimi anni in Italia si è pesantemente aggravato il divario tra ricchi e poveri. Secondo lo studio l’Italia è infatti al sesto posto per il gap tra le classi sociali, dopo Messico, Turchia, Portogallo, Stati Uniti e Polonia. Purtroppo l’Italia, a differenza degli Stati Uniiti, per esempio, è anche tra i Paesi dove minore è la mobilità sociale. Quindi alla forte disuguaglianza si accompagna una grande ingiustizia sociale.

Tutto ciò significa che chi non ha mezzi (peggio ancora se è donna) oggi non ha praticamente possibilità di salire la scale della mobilità sociale ed è per questo che l’Italia è tra i paese più sviluppati, tra quelli più ingiusti ed ineguali. L’Italia è una società immobile, dove le persone non hanno più la “fiducia di potercela fare” e migliorare la propria condizione. Il merito nel nostro Paese non conta. Chi è figlio di operai o di impiegati cresce sapendo che molto difficilmente riuscirà a salire la scala sociale e migliorare la propria condizione. Come ben tratteggiato da Reger Abravanle nel suo libro Meritocrazia sfiducia e assenza di merito fanno sì che i giovani non “si impegnano”, si cresca e si faccia carriera solo per conoscenza, e si crei una leadership poco meritevole che ha interesse ha tenere tutto bloccato per mantenere il proprio stato. Così l’economia non cresce e il benessere dei più ristagna.

Come è possibile uscire dalla morsa? Innanzitutto riformando in senso “meritocratico” il sistema educativo. E poi investendo sui giovani che se “lo meritano”. Personalmente l’ho fatto recentemente dando fiducia a Davide Marrone, giovane brillante e dinamico figlio di laboriosi impiegati, che non ha accettato “lo status quo” e crede a tal punto in sé stesso e nella possibilità di migliorare la propria condizione e quella della società in cui vive che ha deciso di lanciare una start up Skebby il software per sms gratis. Nel video qui sotto racconta come e perchè l’ha fatto. Una goccia certamente. Ma anche un segnale, un role model per tanti giovani temerari!

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Skebby in Smau
di Luigi Orsi Carbone in Idee e imprenditorialità 17/10/2008

Sono in Smau con la start up Skebby il software per sms gratisall’interno dei Percorsi dell’Innovazione. Il Telefonino, portale sulla telefonia mobile, è passato e ci ha dedicato un bel servizio identificando Skebby tra le pochissime vere novità della Fiera. Tra l’altro con Smau Skebby ha lanciato il nuovo sito web che sarà la prima di una lunga serie di importanti novità da qui ai primi mesi 2009. Staremo a vedere cosa ne penseranno gli utenti!



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