L’Italia che sognamo
Tra un bicchiere di Amarone ed uno di Recioto in quel di Valpolicella, conversando con l’amico Stefano sulle difficoltà dell’Italia ad imboccare la strada della crescita sostenuta ho detto una frase che Stefano ha saputo cogliere e poi ha addirittura voluto riportare nel suo blog: “povero quel Paese che non riesce a immaginare che tra 10 anni, tra le principali aziende, ve ne possano essere alcune che oggi ancora non esistono” . Aggiungerei: se non proviamo a creare nulla di nuovo oggi come possiamo sperare che ci saranno opportunità di lavoro domani per i nostri figli?
PS: l’uomo straordinario si differenzia da quello normale perché sà cogliere e memorizzare pensieri e intuizioni nell’attimo in cui queste si materializzano, il più delle volte nei momenti più impensati ed improbabili. Grazie Stefano.
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