Disuguaglianza e assenza di mobilità: nuova imprenditorialità la risposta?
La stampa nazionale ha appena riportato il rapporto dell’Ocse Growing Unequal secondo cui negli ultimi anni in Italia si è pesantemente aggravato il divario tra ricchi e poveri. Secondo lo studio l’Italia è infatti al sesto posto per il gap tra le classi sociali, dopo Messico, Turchia, Portogallo, Stati Uniti e Polonia. Purtroppo l’Italia, a differenza degli Stati Uniiti, per esempio, è anche tra i Paesi dove minore è la mobilità sociale. Quindi alla forte disuguaglianza si accompagna una grande ingiustizia sociale.
Tutto ciò significa che chi non ha mezzi (peggio ancora se è donna) oggi non ha praticamente possibilità di salire la scale della mobilità sociale ed è per questo che l’Italia è tra i paese più sviluppati, tra quelli più ingiusti ed ineguali. L’Italia è una società immobile, dove le persone non hanno più la “fiducia di potercela fare” e migliorare la propria condizione. Il merito nel nostro Paese non conta. Chi è figlio di operai o di impiegati cresce sapendo che molto difficilmente riuscirà a salire la scala sociale e migliorare la propria condizione. Come ben tratteggiato da Reger Abravanle nel suo libro Meritocrazia sfiducia e assenza di merito fanno sì che i giovani non “si impegnano”, si cresca e si faccia carriera solo per conoscenza, e si crei una leadership poco meritevole che ha interesse ha tenere tutto bloccato per mantenere il proprio stato. Così l’economia non cresce e il benessere dei più ristagna.
Come è possibile uscire dalla morsa? Innanzitutto riformando in senso “meritocratico” il sistema educativo. E poi investendo sui giovani che se “lo meritano”. Personalmente l’ho fatto recentemente dando fiducia a Davide Marrone, giovane brillante e dinamico figlio di laboriosi impiegati, che non ha accettato “lo status quo” e crede a tal punto in sé stesso e nella possibilità di migliorare la propria condizione e quella della società in cui vive che ha deciso di lanciare una start up Skebby il software per sms gratis. Nel video qui sotto racconta come e perchè l’ha fatto. Una goccia certamente. Ma anche un segnale, un role model per tanti giovani temerari!
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