L’Italia che sognamo
Tra un bicchiere di Amarone ed uno di Recioto in quel di Valpolicella, conversando con l’amico Stefano sulle difficoltà dell’Italia ad imboccare la strada della crescita sostenuta ho detto una frase che Stefano ha saputo cogliere e poi ha addirittura voluto riportare nel suo blog: “povero quel Paese che non riesce a immaginare che tra 10 anni, tra le principali aziende, ve ne possano essere alcune che oggi ancora non esistono” . Aggiungerei: se non proviamo a creare nulla di nuovo oggi come possiamo sperare che ci saranno opportunità di lavoro domani per i nostri figli?
PS: l’uomo straordinario si differenzia da quello normale perché sà cogliere e memorizzare pensieri e intuizioni nell’attimo in cui queste si materializzano, il più delle volte nei momenti più impensati ed improbabili. Grazie Stefano.
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Vero, bellissima frase, se posso, la citerò la prossima volta che incontro uno di quei banfoni che dice di finanziare aziende innovative!
ho visto la sua intervista su 1generation, mi è piaciuta moltissimo anche per il fatto che traspare la sua passione e determinazione.
la scelta di cambiare paese che viene suggerita dal suo ultimo post mi sa tanto che sia una scelta obbligata…ma vale comunque la pena tentare in patria!
Commento by daniele alberti — gennaio 30, 2008 @ 10:28 pm
grazie…d’accordo proviamoci un’ultima volta magari mettendo già un piede anche di là!
Commento by Luigi Orsi Carbone — gennaio 31, 2008 @ 3:22 pm