MIND THE BRIDGE
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PONTE TRA ITALIA E SILICON VALLEY
Ecco il video del mio intervento all’ Italy-Silicon Valley Experience organizzato da Cisco alla presenza dell’Ambasciatore USA in Italia Ronald Spogli.
Il prossimo 10 gennaio sarà l’Ambasciatore stesso ad accompagnare un folto gruppo di imprenditori, investitori e manager italiani in Silicon Valley per favorire una miglior comprensione di quel ecosistema impreditoriale e nuove opportunità di relazioni e business tra le due comunità. In quell’occasione l’Ambasciatore Spogli annuncierà i finalisti della business plan competition Mind the Bridge , di cui faccio parte del comitato organizzatore con 1GN che è tra i promotori, e che mira a portare diversi giovani imprenditori italiani a presentare il loro progetto alla comunità della Silicon Valley.
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1GN e Mind the Bridge mandano start-up italiane in Silicon Valley
Hai creato una start-up e sei pronto a presentare il tuo progetto? Ora puoi farti conoscere direttamente in Silicon Valley. Questo e’ un altro piccolo contributo di 1GN , il network di impreditori di prima generazione di cui faccio parte e in cui mi occupo dell’area mentorshi, allo sviluppo di un nuovo sistema imprenditoriale in Italia.
1GN ha promosso e supporta insieme a Baia, Sviec e con il supporto dell’Ambasciata USA in Italia Mind the Bridge, una vera e propria "Business Plan Competition", che offre come premio la possibilita’ di presentare il proprio progetto a investitori istituzionali in Silicon Valley; insomma, abbiamo pensato che piuttosto che pochi soldi di premio, possa essere molto piu’ importante la "introduction", cioe’ la prima presentazione agli investitori di livello internazionale.
Hai fino al 21 Dicembre 2007 per proporre il tuo Business Plan a Mind the Bridge. Ne parlero’ in dettaglio anche a Monza il 28 Novembre, all’incontro Italy-Silicon Valley Experience, aperto a tutti gli imprenditori interessati.
Coordinerò il progetto per 1GN. Alcuni soci 1GN che ce l’hanno già fatta hanno dato la loro disponibilita’ ad affiancare e consigliare i giovani imprenditori prescelti. Altri soci hanno contribuito ad un piccolo fondo che servira’ a coprire le spese di viaggio in Silicon Valley per gli imprenditori prescelti; in dettaglio: Michele Appendino con Solar Ventures, Paolo Barberis con Dada, Fausto Boni con 360 Capital Partners, e Stefano Quintarelli a livello personale.
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Vita da imprenditore
Con gli amici di 1GN abbiamo inaugurato una serie di contributi dedicati alla creazione e all’evoluzione di un’azienda. Abbiamo deciso di intitolare questa iniziativa "Vita da imprenditore" perche’ cio’ che vogliamo far emergere sono le considerazioni e le esperienze di tipo personale raccolte da ciascuno di noi.
Qui di seguito gli argomenti che andremo a trattare :
• Il sogno: "Da grande farò l’imprenditore"
• Alla ricerca dell’idea: La collaborazione con universita’, ricercatori, eccetera
• L’ideazione: Saper cogliere l’elemento innovativo di un prodotto, di un mercato o di un processo e tradurla in una "business idea"
• Lo start-up: La costruzione del team, la prima prototipazione e l’approccio al mercato
• Il business plan: Il dettaglio di come fare le cose, programmare i cambiamenti e anticipare gli imprevisti
• La responsabilita’ sociale: Vincere e perdere nel rispetto delle regole e della legalita’
• L’apertura dell’azienda a terzi: Le risorse finanziarie per crescere, tra Angel Investor e Venture Capital, e la proprieta’ condivisa. Le risorse umane e manageriali necessarie a cui delegare la gestione dello sviluppo
• La crescita interna ed esterna: Massima flessibilita’ per cogliere le nuove opportunita’
• L’internazionalizzazione: Come sfruttare la globalizzazione dei mercati, per crescere o per lo start-up
• La managerializzazione: L’imprenditore separa proprieta’ da gestione e diventa lo stratega o il "coach"
• L’errore / l’insuccesso: L’accettazione del rischio del fallimento, momento necessario della creazione distruttiva / selezione delle migliori imprese
• La cessione dell’azienda: L’imprenditore e i primi investitori realizzano il frutto del lavoro vendendo a una media o grande azienda, o accelerano il processo di crescita tramite un IPO o aprendo la proprietà in modo "diffuso"
• Riprovarci: Ceduta la prima azienda l’imprenditore orientato alla crescita ci riprova, o direttamente creando una nuova azienda (imprenditore seriale) o promuovendo l’iniziativa e investendo su nuovi imprenditori
• Restituire (il "Giving back"): Contribuire allo sviluppo continuo dell’area geografica in cui si vive attraverso il supporto all’imprenditorialita’, e altre forme di partecipazione rivolte alla crescita delle "nuove leve". Questo non solo dal punto di vista finanziario ma anche trasmettendo e divulgando le proprie esperienze
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Cosa è critico per angel George per investire in start up
Per tornare a crescere più rapidamente l’Italia ha un disperato bisogno, tra le altre cose, di molti angel investor come George Mosher imprenditore di Milwaukee di grande successo e membro del Golden Angel Network. George ha fondato la National Business Forniture, creato 75 posti di lavoro, ha venduto la sua società nel 2006 per $80 Mln. Adesso George, che è avanti negli anni ma non ha nessuna voglia di ritirarsi anche se ne avrebbe tutto il diritto, con una parte della plusvalenza ha accelerato la sua attività di angel investor in start ups facendo oltre 100 investimenti come business angels, 45 solo negli ultimi diciotto mesi. Per lui angel investing è anche un modo di “give back” alla comunità locale. Come tutti gli investimenti in start ups alcuni dei suoi investimenti sono insuccessi, la maggioranza sono pareggi (i.e. riescono a ripagare il capitale ) e gli altri sono scommesse vincenti. Ma cosa guarda George prima di investire in una start ups? Lui semplificando le chiama le 5 C ovvero Character, Capital, Capacity, Capability, Committment. continua…
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IL MODELLO DEL MARQUETTE GOLDEN ANGEL NETWORK
Il nostro roadshow ha inizio a Milwaukee nel mezzo Midwest, l’America industriale dura e cruda, quella per intenderci che ci ha fatto sognare da ragazzi con l’Harley Davidson e Happy Days. La realtà economica e imprenditoriale è davvero simile a quella italiana, fatta soprattutto di PMI, ma che qui crescono rapidamente (oltre 21% delle società di Inc. 500, quelle a maggior crescita negli USA, ha sede in questa regione) . In una due giorni abbiamo incontrato il direttore Tim Keane e una ventina dei principali angels associati.
Ecco in sintesi come è strutturato e funziona il Marquette Golden Angel Network continua…
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