Abravanel, Colao e la meritocrazia degli altri
Il caso ha voluto che nello stesso giorno i cui Roger Abravanel, presentava in Bocconi il suo libro “Meritocrazia”, Vittorio Colao venisse nominato numero “uno” di Vodafone.
Ho avuto la fortuna di lavorare con Roger in McKinsey dove ho avuto Vittorio come primo mentor. Già allora Vittorio era tra i più brillanti. La sua carriera in Mckinsey prima e Omnitel/Vodafone poi è stata folgorante. Nel 2004 Vittorio và a guidare RCS e nonostante risultati super (raddoppia gli utili in un anno) viene subito fatto fuori: alcuni grandi azionisti dicono che è uno che non ascolta che vuol fare di testa sua. La redazione del Corriere non gradisce le sue ingerenze manageriali. Poco importa che le performance del gruppo siano brillanti, Vittorio si macchia di lesa maestà! Alla fine Vittorio è costretto a lasciare ma viene immediatamente richiamato in Vodafone negli UK ai cui azionisti interessa invece solo merito, trasparenza e perfomance e a cui non par vero di poter rimettere le mani su di un “talento unico”. In tre anni Vittorio scala tutti i gradini ed arriva ad essere il “primo italiano” nella storia ad essere chiamato a dirigere una tra le più grandi multinazionali straniere. Oggi è un “esempio unico” per tanti giovani aspiranti manager italiani.
continua…
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